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L’avvocato tributarista diventa digitale: tutte le novità sul processo telematico

L’avvocato tributarista sempre più digitale. Per gli avvocati specializzati in questa materia internet non è più solo un mezzo utile per farsi conoscere ma diventa anche uno strumento indispensabile per lo svolgimento dell’attività. Dal primo luglio 2019 è infatti in vigore il Processo Tributario Telematico (PTT), obbligatorio per tutti i giudizi instaurati, in primo e in secondo grado. Ecco che cosa cambia per le parti e per i professionisti coinvolti (non solo avvocati ma anche commercialisti etc) con la novità introdotta dal DL n 119/18.

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Avvocato Tributarista Online: il processo diventa telematico

Anche se una recente disposizione del Ministero ha imposto ancora di redigere le sentenze in forma cartacea, ciò non incide sulla portata della novità legislativa contenuta nel decreto 119/18 secondo la quale i ricorsi dovranno essere presentati mediante il sistema informativo della Giustizia Tributaria (SIGIT).

Non si tratta di una novità assoluta nel senso che è stata preceduta, dal 2017, da una fase sperimentale alla quale, peraltro, sembravano aver aderito più gli avvocati tributaristi che i commercialisti stessi. Solo per fare un esempio: su 750 utilizzatori del sistema informativo della Giustizia Tributaria in Sicilia, 540 sono stati avvocati, mentre i restanti 162 commercialisti. Eppure questi ultimi assumono il ruolo strategico di difensori tecnici diventando una parte molto importante del processo stesso.

Lo scopo della digitalizzazione del processo tributario è in primis quello di velocizzare i tempi di attesa per la giustizia. Le parti possono monitorare in tempo reale le modifiche del fascicolo processuale telematico (ad esempio verificando dallo studio il deposito di documenti e delle memorie della controparte, il deposito del verbale e dei dispositivi del giudice). La pubblica udienza sarà seguita anche a distanza tramite video forum quindi le parti non sono costrette a spostarsi. Il PTT ha anche allungato i tempi per la notifica degli atti processuali via PEC. Come ha chiarito la sentenza della Corte Costituzionale n. 75 del 2019, la notifica a mezzo PEC è considerata tempestiva se effettuata tra le ore 21.00 e le ore 23.59 dell’ultimo giorno utile senza doversi attenere agli orari di apertura al pubblico degli uffici postali, dell’UNEP o degli uffici protocollo degli enti impositori.

L’aspetto più critico riguarda probabilmente alcune regole tecniche specifiche, che non trovano riscontro nel processo civile o amministrativo telematico (ad esempio la necessità di sottoscrivere digitalmente come P7M tutti i file notificati e depositati). Novità che hanno creato confusione anche nella giurisprudenza con sentenze non sempre coerenti. Il prossimo step dovrebbe essere probabilmente quello di rendere la fruizione del servizio più intuitiva ed user friendly anche per chi non è esperto di tecnologia. In questa prima fase soprattutto diventa quindi fondamentale poter contare sulla consulenza di un avvocato tributarista online per chiarire tutti gli eventuali dubbi e ottenere il preventivo gratuito.

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