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Nazionale

ANCORA ALLA RICERCA DELLA LEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE DELLA LEGGE SUL GIOCO

Come fatto rilevare in alcune occasioni, ormai per quanto riguarda il gioco d’azzardo pubblico vi è da parte dei Magistrati dei vari Tar deputati a decidere, una certa attenzione focalizzata sulla legittimità costituzionale delle svariate leggi sul gioco per percorrono tutta la nostra Penisola. Inizialmente, si sa, il gioco, e tutti i migliori siti di casino, era guardato anche da coloro che dovevano decidere le sorti delle varie attività che ricorrevano alla Giustizia per far valere le proprie ragioni, con un occhio forse meno attento. Allora i Giudici “davano ragione” allo Stato quasi per principio, anche se si scuserà questa intemperanza letterale, senza ascoltare in modo approfondito le esigenze ed i diritti dei vari operatori di gioco.

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Ma ora “l’aria gira in modo diverso” ed ora il gioco pubblico viene molto ascoltato e questo probabilmente in relazione a tutto ciò che hanno fatto accadere nei vari territori le restrizioni delle Leggi Regionali che hanno portato il settore ludico, colonna portante dell’economia del nostro italico Paese, quasi allo sfascio. Era inevitabile che i Giudici dei vari Tribunali Amministrativi Regionali “aprissero gli occhi” e ponessero più “giustizia e più rispetto” nelle loro autorevoli decisioni.

Ecco quindi che ci si trova, in questo momento, in Basilicata davanti a quel Tar dove viene sospeso il giudizio su di un ricorso proposto da un esercente contro il divieto della prosecuzione dell’attività di una sala Vlt disposto dal Comune di Marsicovetere (PZ) appunto in attesa dell’esito dello “scrutinio di costituzionalità ai fini di una decisione assunta sulla base di normativa conforme alla Costituzione”. A sostegno di questa sospensione i Giudici Amministrativi richiamano il ricorso proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri contro la Regione Basilicata per la declaratoria di illegittimità costituzionale dell’art.45 della Legge Regionale 24 luglio 2017.

Sempre i menzionati Giudici Amministrativi sottolineano che tale disposizione abbia modificato l’art.6 della legge regionale in materia di autorizzazione all’esercizio delle sale da gioco e all’installazione di apparecchi da gioco entro la distanza di 500 metri dai luoghi sensibili ed il “potenziale contrasto della norma regionale con quanto stabilito dalla Legge 28 dicembre 2015” laddove demanda alla Conferenza Unificata la definizione delle caratteristiche dei punti di vendita per la raccolta del gioco pubblico, nonché dei criteri di distribuzione e concentrazione territoriale.

Ciò per quanto riguarda il Tar Basilicata: mentre per quanto riguarda il Consiglio Regionale sempre della stessa Regione “ci piace” sottolineare che viene sollecitata l’attuazione della Legge sul Gap, approvata nel “lontano” ottobre 2014 dal Consiglio Regionale e tesa a contrastare il gioco d’azzardo. Questa “sollecitazione” viene presentata con una mozione che suggerisce anche l’invio di una nota formale a tutte le amministrazioni comunali della Regione, nonché agli organi di controllo, per l’attuazione di un logo per i locali che non intendano più trattare apparecchiature da intrattenimento.

Insomma, si può dire senza dubbio che anche nella Regione Basilicata vi sia giustamente attenzione per il fenomeno del gioco d’azzardo e per le sue derive che possono essere prevedibili, curabili e guaribili: purtroppo, il gioco problematico “attacca” le persone particolarmente vulnerabili e coinvolte in fattori individuali e socio ambientali sfavorevoli. Tali soggetti, qui come altrove, se esposti alle varie forme di gioco d’azzardo, proprio per la loro personale condizione di suscettibilità, possono sviluppare un comportamento a rischio per la salute. La legge, già approvata, quindi va messa in campo e “deve funzionare” per il bene di tutti e del territorio.

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